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Atlante dei Mammiferi del Veneto (2009-2012)


L'Associazione Faunisti Veneti, il Museo di Storia Naturale di Venezia e la Società Trevigiana di Scienze Naturali promuovono il nuovo progetto Atlante dei Mammiferi del Veneto (link).

Sono molteplici i motivi e le contingenze, non ultima l’esperienza acquisita nella gestione di progetti analoghi, a scala provinciale (atlanti ornitologici) e regionale (il recente atlante erpetologico).

L’interesse per la realizzazione di un nuovo atlante dei Mammiferi nasce anche da alcuni fattori che sono emersi di recente nel panorama locale e internazionale:

1. Molte specie sono di interesse comunitario e sono obiettivo di particolari indirizzi di conservazione sia per quanto concerne i siti Natura 2000 (specie dell’All. II delle Direttiva 92/43/CEE), sia per gli ambiti esterni a tali aree protette (specie dell’Allegato IV della stessa direttiva).

2. Il livello di urbanizzazione del territorio e il crescente aumento delle infrastrutture viarie, soprattutto – ma non esclusivamente – in ambito planiziale, porta a ipotizzare una diminuzione dei contingenti di alcune specie e la frammentazione di certe popolazioni; si configura quindi l’esigenza di una mappatura aggiornata delle macroaree di presenza.

3. Alcune specie hanno manifestato, nell’ultimo decennio, particolari fenomeni di diffusione ed espansione in alcune porzioni del nostro territorio, sia taxa autoctoni (ad es. lo scoiattolo comune e l’istrice) che taxa alloctoni (ad es. la nutria); pertanto appare di estremo interesse definire le zone di attuale distribuzione di tali specie, evidentemente modificate rispetto alla precedente indagine.

4. Attualmente esiste una consistente rete di rilevatori potenziali in grado di contribuire alla ottima realizzazione del progetto.

La richiesta di collaborazione viene quindi estesa a tutti i potenziali rilevatori: soci e non soci, professionisti e amatori, operatori ambientali e occasionali osservatori. Ogni dato, anche singolo, anche apparentemente banale, sarà di grande utilità.

Già patrocinato della Regione Veneto - Direzione Pianificazione Territoriale e Parchi - Servizio Reti Ecologiche e Biodiversità, il progetto nasce per allargarsi a un'estesa collaborazione con Enti e Istituzioni: Parchi, Province, Corpi di vigilanza, Associazioni, Università e Musei.

L’As.Fa.Ve. si impegna anche a programmare (e in parte finanziare) alcune indagini mirate alla conoscenza di particolari taxa e soprattutto tese a completare la conoscenza di aree geografiche particolarmente scoperte. Ogni decisione in questo senso sarà vagliata del Consiglio Direttivo in carica.

I rilevamenti del progetto partono dalla primavera 2009 e si concluderanno nel 2012. Verranno raccolti anche tutti i dati pregressi disponibili, a partire dal 1990. Il periodo dei rilevamenti, variabile a seconda delle specie, è potenzialmente estendibile a tutto l’anno.

Per quanto riguarda i metodi di monitoraggio, la raccolta e l’organizzazione dei dati, si rimanda all'apposita sezione del sito. La scheda per l’informatizzazione dei dati dovrà essere inviata, entro la fine di ciascun anno di rilevamento, al seguente indirizzo di posta elettronica: mauro.bon@fmcvenezia.it

Nel caso si inviino i dati in forma cartacea, si prega comunque di mantenere lo schema della tabella. L’indirizzo di invio è, in questo caso: Mauro Bon, Museo di Storia naturale di Venezia, S. Croce 1730, 30135 Venezia.

I dati rimangono di proprietà del rilevatore. Tutti i rilevatori saranno citati nella pubblicazione finale. Forme di collaborazione nella stesura dei testi saranno valutate alla fine del progetto, sulla base della competenza e della partecipazione dei singoli.

È prevista la realizzazione di un sintetico report annuale, che verrà pubblicato nel sito web dell’Associazione (link).



MUMMIE

Presso il Museo di Storia Naturale di Venezia è conservata la collezione etnografica dell’esploratore veneziano Giovanni Miani (1810-1872), costituita dai materiali raccolti nell’Alto Nilo durante la prima spedizione africana risalente al 1859-61.
Nel viaggio alla ricerca delle sorgenti del grande fiume, Miani scoprì tra l’altro una grotta dove erano state deposte molte mummie di coccodrillo ed alcune mummie umane che potrebbero risalire al III-IV secolo a.C. L’esploratore recuperò una mummia umana dal volto dorato che potrebbe appartenere a una sacerdotessa dedita al culto del dio Sobek, e due mummie di coccodrillo, rettile considerato sacro nell’antico Egitto perché incarnava lo stesso dio Sobek.
Come tutti i reperti della raccolta, le mummie vennero portate a Venezia e qui esposte per la prima volta il 24 agosto 1862 presso la Casa dell’Industria, secondo le indicazioni fornite dallo stesso Miani.
Circa un secolo fa i tessuti della mummia umana cominciarono a dare segni di deterioramento e furono per questo sottoposti a un trattamento conservativo ad opera dell’allora conservatore dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, il celebre Enrico Filippo Trois. Dopo quel primo intervento la "sacerdotessa" venne esposta nelle sale del Fontego dei Turchi assieme agli altri reperti della collezione Miani, fino alla chiusura del palazzo per restauro.
Recentemente presso il laboratorio del Museo sono state condotte alcune indagini atte a stabilire lo stato di conservazione delle mummie, che sono state oggetto di alcuni interventi conservativi; i reperti sono stati anche analizzati al microscopio elettronico a scansione presso il laboratorio di Scienze e Tecnologia dei Materiali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. I risultati di queste indagini sono pubblicati nel volume 59 del Bollettino del Museo.
Nel nuovo allestimento la mummia restaurata della "sacerdotessa" è esposta fiancheggiata dai due coccodrilli, come indicato dallo stesso Miani in una tavola litografata che riporta la disposizione degli oggetti della sua collezione.



Atlante ornitologico del comune di Venezia

Con l’avvento della stagione riproduttiva 2008, partono le attività di monitoraggio dell’Atlante ornitologico del comune di Venezia, il cui progetto è stato presentato al Centro Candiani il 18 febbraio scorso. Questa iniziativa è stata ideata dal Museo di Storia Naturale e per ora vede come partners l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Osservatorio per la Laguna, che gestirà la parte cartografica del progetto.
Obiettivo del monitoraggio, che durerà almeno tre anni, è quello di censire le specie di uccelli nidificanti e svernanti nel territorio comunale, con particolare attenzione per gli ambienti urbani. Perciò saranno indagati soprattutto i centri abitati e le periferie, le aree agricole, i parchi storici e quelli di recente costruzione, le isole e i lidi lagunari.
L’invito a partecipare è rivolto soprattutto agli appassionati, ai naturalisti, ai bird-watcher e agli ornitologi, per adottare un’area della città in cui censire le specie di uccelli presenti. Ma anche il cittadino curioso può contribuire con osservazioni occasionali condotte dal giardino di casa o durante una passeggiata al parco.
I coordinatori del progetto sono Mauro Bon (mauro.bon@comune.venezia.it), Cecilia Soldatini, Massimo Semenzato ed Emanuele Stival (emanuelestival@yahoo.it).
Chiunque sia interessato a partecipare come rilevatore o voglia anche solo inviare dati sporadici può approfondire l’argomento (link) o inviare una mail di richiesta informazioni agli indirizzi di posta elettronica sopra indicati.



Il killer dei gerani è arrivato a Venezia.

È una farfallina insignificante, dai colori poco appariscenti, con due caratteristiche “codine” all’estremità delle ali posteriori. Potrebbe passare inosservata, se la sua larva (un bruco verde striato di lilla) non distruggesse i gerani coltivati (Geranium, Pelargonium) nei giardini e sui balconi.
Questa temibile specie alloctona, Cacyreus marshalli o Licenide dei gerani, originaria del Sud Africa e introdotta casualmente in Europa nel 1989, è comparsa anche a Venezia dall’estate 2007.
Per maggiori informazioni: link.



L’invasione delle macroalghe a Venezia.

Sono grandi, anzi enormi. Sono abbondanti, spesso infestanti. Sono esotiche, vengono dal Giappone e nelle acque della Laguna di Venezia si sono trovate benissimo e non hanno nessuna intenzione di andarsene. Sono il sargasso Sargassum muticum link e la Laminaria Undaria pinnatifida link, delle alghe brune che chiunque ormai a Venezia ha avuto modo di osservare. Formano infatti una fitta cintura attorno agli imbarcaderi dei vaporetti, anche in tutto il Canal Grande, ricoprono interamente la riva delle zattere come quella di Riva degli Schiavoni o di S.Maria Elisabetta del Lido. Fanno apparire i bassi fondali prossimi alle Fondamente Nuove o della Giudecca come estese praterie marine, con distese ininterrotte di queste alghe, il cui tallo può sfiorare i due metri. Si ancorano saldamente a corpi solidi sommersi, mattoni, detriti, sassi, cocci, e affiorano in superficie in ammassi spesso così densi da rendere difficoltosa la navigazione. Sono giunte entrambe attorno al 1992 in Laguna di Venezia, nella zona attorno alla città di Chioggia da cui si sono poi diffuse rapidamente in tutta la laguna. Non sembrano avere consumatori locali e appaiono molto competitive e spiazzanti nei confronti delle specie locali. Sappiamo ancora molto poco dei loro effetti nell’ambiente, ma rappresentano solo la punta, sia pur vistosa, di un iceberg sommerso dalle dimensioni enormi. Le specie esotiche (o aliene) link che conquistano la nostra laguna sono infatti moltissime, aumentano continuamente e rappresentano una delle minacce più gravi in assoluto per la biodiversità locale, e nel complesso, su scala planetaria. Il Museo è referente locale per lo studio della biodiversità e la diffusione delle specie esotiche (alien species) in collaborazione con il gruppo di lavoro della SIBM link e del CIESM link, grazie alle specifiche e particolari competenze nella classsificazione tassonomica degli organismi, ed in quest’ambito mantiene un costante monitoraggio sulla comparsa, diffusione delle specie esotiche in ambiente continentale, lagunare e marino locale, studiando inoltre gli effetti che la comparsa di tali nuove specie determinano nei diversi ecosistemi interessati.


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 Museo di Storia Naturale di Venezia - Santa Croce 1730 - 30135 Venezia - Tel.041/2750206 - Fax 041/721000

nat.mus.ve@comune.venezia.it