|
Il nuovo progetto
L’obiettivo del moderno Museo di Storia Naturale si può considerare raggiunto non quando il visitatore esce dall’edificio con l’idea di conoscere alla perfezione i temi proposti, ma quando ne viene stimolato ad approfondirne ulteriormente la conoscenza.
Per tale ragione prima di iniziare il progetto vero e proprio è stata accuratamente definita una “filosofia” di comunicazione generale, cioè il “metodo” che il Museo utilizza nel comunicare col visitatore, relativamente omogenea, sulla base della quale è stato impostato tutto il nuovo allestimento, pur con le dovute eccezioni imposte da vincoli di carattere strutturale o espositivo.
Sono dunque stati individuati due livelli comunicativi principali che si sviluppano in parallelo, con forme e modalità diverse secondo la sezione, lungo tutto il percorso museale.
Il primo livello consiste in una fruizione all’insegna dell’immediatezza, senza necessità di interagire con gli elementi dell’allestimento, in cui il visitatore attraversa lo spazio museale cogliendo a livello per così dire “subliminale” l’informazione basilare che si intende comunicare. In questo senso giocano un ruolo fondamentale gli effetti di suggestione (forme, materiali, suoni, giochi di luce, ecc.) e di comunicazione esperienziale, al più talvolta legati all’interazione “casuale” dell’utente con semplici sensori (ad es. un filmato che si attiva quando un visitatore raggiunge un certo punto del percorso, ecc.).
Il secondo livello implica invece un maggiore coinvolgimento del visitatore, al quale è richiesto di interagire in varia misura con sistemi e strutture che consentono l’accesso a contenuti via via più elaborati e complessi, lasciando tuttavia all’utente la scelta del grado di approfondimento a cui arrivare. In questo caso si va da semplici contenuti testuali approfonditi, inevitabili in determinate sezioni, ad audiovisivi, a reperti maneggiabili dal visitatore, fino a vere e proprie postazioni interattive multimediali.
|