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Monitoraggi faunistici
L’utilizzo degli animali come indicatori della qualità ambientale è un concetto che si va sempre più diffondendo, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche a vari livelli nella vita quotidiana. Sempre più spesso tutti noi possiamo rilevare empiricamente variazioni nell’entità delle popolazioni di alcuni animali, come ad esempio l’aumento dei gabbiani nelle città o la scomparsa delle lucciole nelle campagne, e ci domandiamo in che misura queste variazioni siano conseguenze delle modificazioni ambientali prodotte direttamente o indirettamente dall’uomo.
Per ottenere un quadro generale sullo stato di salute dell’ambiente si devono analizzare le presenze faunistiche non solo nelle zone di particolare pregio ambientale, ma su tutto il territorio con modalità standardizzate e omogenee.
L’adozione delle più recenti tecniche di rilevamento, affiancando parametri di tipo quantitativo alla semplice descrizione della distribuzione di ciascuna specie, consente in particolare di: testimoniare andamenti e flussi di popolazioni nel tempo e nello spazio; creare liste ragionate di gruppi sistematici quali check-list, liste rosse, ecc.; evidenziare estinzioni e nuovi arrivi (specie alloctone); monitorare fenomeni legati all’inquinamento effettuando test chimico-fisici su materiali raccolti nella stessa area in tempi diversi.
Il Museo di Storia Naturale di Venezia ha tra le sue funzioni istituzionali quella di raccogliere dati biologici e valutare la distribuzione e la consistenza delle popolazioni di animali viventi nelle diverse realtà del territorio provinciale, soprattutto in laguna di Venezia. I risultati delle ricerche vengono oggi inseriti e organizzati in moderne banche dati informatiche, consultabili a richiesta. Questa ricchezza di informazioni deriva anche dall’imponente patrimonio di collezioni del Museo, molte delle quali storiche, testimonianza dell’attività scientifica condotta fin dalle origini.
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