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INTRODUZIONE ALLO STUDIO DELLA COLEOTTEROFAUNA URBANA DI VENEZIA
A cura di Enrico Ratti
Gli studi sugli insetti di ambienti urbani hanno avuto negli ultimi anni un notevole impulso: esemplare, da questo punto di vista, il lavoro curato da M. Zapparoli (1997) sulla entomofauna della città di Roma.
La presenza di aree residuali paranaturali (come i parchi urbani), le temperature più elevate degli ambienti cittadini rispetto a quelli extraurbani, la facilità d’introduzione di specie alloctone sono alcuni dei fattori che determinano la composizione faunistica delle città, con presenze a volte sorprendenti.
Da molti decenni il Museo di Storia Naturale di Venezia raccoglie dati sull’entomofauna della città di Venezia, in particolare per quanto riguarda i coleotteri.
DELIMITAZIONE DELL'AMBIENTE DI RICERCA
Uno dei problemi che si presentano, nello studio di una fauna urbana, è quello della delimitazione dell'ambiente: fino a dove cioè sia lecito parlare di ambiente urbano, anzichè di ambiente agrario o comunque extraurbano.
In una normale città continentale esiste generalmente una vasta fascia di transizione-la periferia-tra città e campagna, ovvero, con termine ecologico, un ecotono tra "ecosistema" urbano ed "ecosistema" agrario o comunque extraurbano.
Nel caso di Venezia, con le sue caratteristiche di città-isola, questo problema non si pone: i confini della città sono confini naturali, le acque della laguna.
Possiamo comunque distinguere:
- un centro storico, costituito da una miriade di isole ed isolette tra loro collegate mediante ponti ed includente anche le principali aree di interscambio (scalo marittimo passeggeri e merci, stazione ferroviaria); l'area definita centro storico è delimitata a sud dal Canale della Giudecca, dal Bacino di San Marco e dal canale che va al Porto di Lido; ad est dal canale delle Navi; a nord dai canali che lambiscono la città; ad ovest dai margini della città stessa (isola del Tronchetto inclusa).
- una periferia sud, costituita dalle isole di S. Giogio Maggiore, della Grazia, della Giudecca e di Sacca Fisola;
- una periferia nord, costituita dalle isole di S. Michele (cimitero) e dall'isola urbanizzata di Murano (compresa Sacca Serenella).
Mappa interattiva di Venezia: link.
Restano escluse, dopo non pochi dubbi, alcune aree che pure potrebbero, in qualche modo, essere considerate urbane:
- l'area urbana dell'isola del Lido, in quanto con caratteristiche troppo diverse e con aree prossimo-naturali come spiagge, dune, ecc.
- alcune isole minori attigue alla "periferia sud", non o scarsamente abitate (come S. Clemente, S. Servolo, S. Lazzaro degli Armeni), di cui peraltro si possiedono pochissimi dati faunistici.
- Un complesso di isole ad est e a nord-est (La Certosa, S. Andrea, Le Vignole, il Lazzaretto Nuovo, S. Erasmo), in quanto abbandonate, o scarsamente abitate, o con vocazione agricola).
- Un complesso di isole della Laguna settentrionale, tra le quali Burano (urbanizzata ma molto distante dal centro storico), Mazzorbo e Torcello (scarsamente abitate e molto distanti).
- L'intera area urbana di Mestre.
I dati faunistici in nostro possesso dimostrano come la coleotterofauna di queste isole (eccezion fatta per Burano) presenti caratteristiche molto diverse da quella dell'area urbana com'è stata definita più sopra, con presenza sia di specie legate alle barene ed ai terreni salsi lagunari, sia di specie caratteristiche di ambienti prossimo-lagunari della terraferma.
Questa scelta (restrittiva) di delimitazione dell'area urbana fa sì che il numero di specie presenti sia notevolmente ridotto, e certo non comparabile con quello di altre aree urbane studiate negli ultimi anni: si pensi che, per la città di Roma, è stato scelto come confine il Grande Raccordo Anulare, includendo quindi enormi parchi, estesi incolti, persino pascoli per bovini.
Il "centro storico"
In questo elenco si terrà conto, oltre che di materiali relativi a diverse zone (precisate o imprecisate) a copertura solida o edificate, di materiali relativi a:
- giardini e parchi pubblici (Giardini Papadopoli, Giardini Savorgnan, Giardini Groggia, Giardini Ospedale Civile; Giardini ex Reali; Giardini Napoleonici e giardini della Biennale; Giardini di S. Elena);
- Piccoli giardini privati;
- Aree incolte o attrezzate, come l'Arsenale (con annesso campo sportivo dei Bacini), Angelo Raffaele, ecc.;
- Scali marittimi turistici e commerciali (Marittima, Tronchetto);
- Mercato di Rialto;
- Stazione ferroviaria di S. Lucia.
La "periferia sud"
Si terrà conto di
- Giardino della Fondazione Cini all'Isola di S. Giorgio Maggiore;
- Aree a copertura solida ed edificate della Giudecca;
- Giardini privati ed aree verdi pubbliche della Giudecca;
- Aree verdi pubbliche ed incolti di Sacca Fisola;
La "periferia nord"
Si terrà conto di:
- Cimitero dell'isola di S. Michele;
- Aree a copertura solida o edificate dell'isola di Murano;
- Parco Navagero a Murano;
- Aree incolte ed aree attrezzate di Sacca S. Mattia a Murano;
- Aree verdi pubbliche ed incolti adiacenti al Cimitero Nuovo di Murano;
- Aree incolte di Sacca Serenella a Murano.
CLASSIFICAZIONE DEI BIOTOPI
AED =aree edificate (abitazioni, magazzini, uffici, edifici commerciali, edifici amministrativi, musei, ecc.)
AVE =aree verdi (parchi, giardini, alberature stradali, aiole, orti, cimiteri)
ATR =aree di traffico (strade, piazze, ecc. con rivestimento solido)
ASC =aree di scambio merci (aree portuali, mercati generali e rionali, stazione ferroviaria)
AIR =aree incolte e ruderali, discariche di laterizi, aree di bonifica recente
ELENCO DEI COLEOTTERI RISCONTRATI NELLE AREE URBANE DI VENEZIA
Sono di seguito raccolte le segnalazioni esistenti, anche storiche, e per ciascuna specie sono indicati i luoghi di rinvenimento.
Se il dato è accertato, o la presenza è verosimile, sono precedute da un numero d’ordine progressivo; se le citazioni sono dubbie, non sono numerate e sono precedute da “?”. Le specie alloctone sono precedute da “? al.”.
Scarica il PDF: Coleoptera Venezia2007-06-18.pdf
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